Questa settimana la rubrica "Into The Ground" di NativiMusicali esce dagli schemi per osservare un mondo che sta tra il confine dell'Underground e il mainstream. Un mondo che fa l'occhiolino alle classifiche commerciali ma che hai i suoi migliori prodotti sotto la terra (O sotto l'acqua come farebbe un Iceberg).

Funk è un termine coniato negli Stati Uniti negli anni cinquanta, per indicare delle caratteristiche ritmiche e sonore presenti in diversi ambiti musicali. Inizialmente il termine fu usato nel jazz per indicare un approccio musicale rude e libero da sofisticazioni, legato al blues, con riff ripetitivi e con un ritmo incalzante. In seguito l'aggettivo funky fu utilizzato sempre più anche in altri ambiti musicali come il soul e il R&B. Wikipedia.
Ma oggi cos'è Funky e cos'è il Funk?
Non è un vero è proprio genere e non lo è mai stato, forse è in tutti i generi. Dopo un periodo in cui quando si diceva Funk si intendeva un brano quasi sicuramente appartenente al mondo Hip-hop, oggi il funk si è evoluto in mille forme; Fondendosi con l'House e la deep house, generando il Soulful, mischiandosi con l'elettronica, dando vita alle forme più disparate di NuDisco, Electro-Funk e NuFunky, miscelandosi con il rock o influenzando la musica pop; Oppure, rimanendo legato a quel mondo più R&B che negli anni '60 - '70 diede vita al "Sound of Philadelphia" (Disco Music).
Oggi parliamo di un progetto interamente siciliano, di un'artista che ha fatto del Funk una filosofia di vita.


Stereocool

Vincitore dell’Elettrowave 2012, Stereocool è un frullato di pulsazioni, suoni ed energie che sembrano miscelarsi energicamente, trovando un ordine e una logica musicale spiazzante, inaspettata ma fortemente trainante. In lui sembrano convergere le ritmiche degli anni '70 che raccolgono tutte le influenze elettroniche più contemporanee. Sempre al passo con i tempi ma sempre agganciato ad una tradizione che parte dagli  "Earth, Wind & Fire", "Kool & The Gang", "Jackson Five" e arriva fino alle più moderne sperimentazioni Big Beat, passando attraverso, naturalmente, ai Duft Punk.

Le sue sono opere, a volte, perfettamente metodicizzate, a volte spiazzanti e inaspettate, ma sempre trainanti. Quel gusto funk e la sua istruzione e cultura musicale sono abilmente nascosti dal suo aspetto da "sbarbatello impudente"...

Ci ascoltiamo, adesso, una delle sue produzioni, da me preferite. Questa è "Simple" Pubblicata da "Hello Shitty Records". Buon ascolto:



Link shop:
http://www.beatport.com/release/simple/895161

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