Chi scrive quest'oggi, nel cuore pulsante della primavera siciliana; 
intende portare l'attenzione dei
lettori verso scenari ancora più torridi.


Il mondo della musica, la trascendenza, i miraggi che poi sono le ancore di salvezza (persino in mezzo al deserto) 
sembrano richiamarci verso una zona dimenticata del nostro corpo. Quella più antica, arcaica, pura ed allo stesso tempo
selvaggia : La parte rettile.

Qui, in questo abisso che poi è la nostra vera natura, viviamo il suono, il sesso, il tempo, 
innalzandoli per poi annegarci di dentro.



"Cavalca il serpente" diceva Morrison.

"Grabbing a Crocodile" rispondo i Go!zilla

Quando restano i segni di una notte di passione, a mio parere vale la pena di ripetere l'incontro. Ed è questo che
è successo , la scorsa notte,
quando persino i morti hanno lasciato il posto fisso nell'aldilà,
per farsi una bella pogata in nero.

I Go!zilla sono una danza selvaggia, il loro sound è un morso serpide
con peyote al posto del veleno.

Nonostante l'aggressività, la velocità.
La spirale che pervade il pubblico una volta che la terra trema,
tra visual psicadelici di moltitudini di seni e bicchieri che si frantumano. (ma quelli per mia sbadataggine)

Ecco che un'armonia inaspettata sopraggiunge, tra i lasciti di adrenalina dentro gli arti,
e spalle che pulsano al ritmo della batteria.

Ogni spettatore rallenta i suoi movimenti, divenendo una scaglia, la tessera di un mosaico che si rivela essere un immenso rettile sibilante,
che racchiude in sè il significato dell'essere vivi, e dell'essere uniti nell'amore per la musica.

Del resto, l'accoppiamento dei serpenti non è forse danza?

o era invece orgia?


Che sia l'una o l'altra cosa

Con Umile profanità


Buon ascolto







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