"Una volta"

Con quale frequenza, i nostri discorsi, sono iniziati proprio cosi?. Ci imponiamo una nostalgia snob addosso, tramandandola alle nuove generazioni. Perchè presuntuosamente ci vantiamo di tempi d'oro, che sono nostri e solo nostri, dove tutto era migliore, splendente e che ormai è evaporato nel grigio del "una volta".

E mò basta.

Insegniamo e viviamo il nostro presente, per ciò che di buono ha da proporci, senza stupidi paragoni. Perchè è necessario, (anche se è duro da accettare)
voler bene alla propria epoca.

"Una volta, Catania era la Detroit del sud". C'era la musica, c'era il Mc Intosh per alcuni, C'era Piazza Roma per altri. (magari per chi vestiva di nero)."

"Una volta Piazza Teatro Massimo era diversa, il target di età era differente, c'era meno gentaglia ecc."


La profana umiltà di chi scrive vuole invece andare contro, contro questa croce grammaticale e cacofonica del "Una volta". Poichè Catania, città che ho imparato non senza scontri, ad amare, oggi è forse più viva che mai.

Reduce dallo Zanne Festival, svoltosi al "Parco Gioeni"; dove l'intera città si stagliava all'orizzonte come uno sguardo di complicità ricambiato. Non posso che pensare di essere fortunato di essere nato quaggiù. In questa città che non dorme mai, dove ragazzi dalla grande passione per l'arte, per la musica, e per la natura, hanno dato vita a questo festival che ai miei occhi è stato UN SUCCESSO PIENO DI EMOZIONI.

La spensieratezza e il senso di benessere che ho potuto percepire tra le fronde del parco è sicuramente il ricordo che per primo sovviene. Nonostante il tempo trascorso da solo (in attesa di compari, amici/che) non ho mai percepito solitudine.

La musica era là, si raccontava nel più piccolo dettaglio e nella gentilezza di persone che non hanno mai messo distanza tra me (spettatore) e loro (organizzatori) . Eravamo là per condividere, per condividerci.

Parliamo poi di un Festival che ha riunito sullo stesso palco, nomi INTERNAZIONALI, di fuoriclasse, molti dei quali per la prima volta in Italia, o addirittura in Europa.

Artisti incredibili che hanno saputo proiettare dal sogno più rarefatto, al pogo più sfrenato.

Ed è questa l'unica riflessione a mò di critica che voglio rivolgere ai lettori : non siamo forse tutti differenti, ma riuniti sotto un palcoscenico per una passione comune? Perchè ritrovarsi a discutere se un brano suscita in Tizio, le lacrime, ed in Caio la risata?.

Dobbiamo essere vivi, dobbiamo essere MERAVIGLIOSAMENTE DIVERSI, ed in modo rispettoso, quando è possibile : Uniti.


Perchè Catania è questo, è la finzione dell'essere tutti separati, tutti nemici, quando invece nel nostro intimo sappiamo di essere un unico grande coagulo di energia irripetibile.

E ribadisco di sentirmi fortunato perchè ho avuto modo di conoscere i molti visi della mia città, da quelli più estremi, a quelli più umili. Il fatto di aver avuto delle occasioni che molti non hanno avuto il LUSSO di permettersi, non mi rende migliore.

I sostenitori del "Una volta" dovrebbero concentrarsi sul qui, ed ora. Su questo presente pieno di arte e di comprensione . Poichè come molti sanno, i tempi duri di Catania; quando bisognava fare veramente attenzione ad essere , non si trovano nel nostro presente:

Ma sui volti delle generazioni che ci hanno preceduto e che portano ancora i segni nei dettagli delle loro spossatezze.

Ed è a loro, ai dettagli, allo Zanne, e alle persone che in tutta Catania si impegnano per portare avanti la cultura, l'arte, la musica, il rispetto, e il buon senso. (ed anche la giusta dose di follia)

A loro dedico i dettagli che porterò per sempre dentro.

Che sono : il momento in cui il batterista dei Toy ha gettato via la cassa che si era sganciata ed ha continuato a suonare, la danza e la voce della cantante dei Blonde Redhead. La voce ed il beat che fuoriuscivano dal diaframma dei Dirty Beaches, i sonagli sullo stivaletto di Lisa dei Dark Horses.

La fessura sulla mascherina del tastierista/cantante dei Clinic dalla quale far uscire quella matta voce, il cielo che praticamente è venuto giù tra le note dei Black Rebel Motocycle Club...dio mio che pogo da paura.

L'emozione percepita nella voce dei vincitori del concorso Nuove Zanne, il chitarrista degli Skip Skip Ben Ben che faceva le foto al pubblico tra una canzone e l'altra.

E l'eleganza dei Calexico capace di tingere tutto di ritmo latino, per poi passare con magistrale bravura alle cover dei Joy division.

Per questi dettagli

per la mia bella Catania, qui, ed oggi


Con umile profanità


Grazie Zanne.





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