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Questa settimana la rubrica "Into The Ground" di NativiMusicali esce dagli schemi per osservare un mondo che sta tra il confine dell'Underground e il mainstream. Un mondo che fa l'occhiolino alle classifiche commerciali ma che hai i suoi migliori prodotti sotto la terra (O sotto l'acqua come farebbe un Iceberg).

Funk è un termine coniato negli Stati Uniti negli anni cinquanta, per indicare delle caratteristiche ritmiche e sonore presenti in diversi ambiti musicali. Inizialmente il termine fu usato nel jazz per indicare un approccio musicale rude e libero da sofisticazioni, legato al blues, con riff ripetitivi e con un ritmo incalzante. In seguito l'aggettivo funky fu utilizzato sempre più anche in altri ambiti musicali come il soul e il R&B. Wikipedia.
Ma oggi cos'è Funky e cos'è il Funk?
Non è un vero è proprio genere e non lo è mai stato, forse è in tutti i generi. Dopo un periodo in cui quando si diceva Funk si intendeva un brano quasi sicuramente appartenente al mondo Hip-hop, oggi il funk si è evoluto in mille forme; Fondendosi con l'House e la deep house, generando il Soulful, mischiandosi con l'elettronica, dando vita alle forme più disparate di NuDisco, Electro-Funk e NuFunky, miscelandosi con il rock o influenzando la musica pop; Oppure, rimanendo legato a quel mondo più R&B che negli anni '60 - '70 diede vita al "Sound of Philadelphia" (Disco Music).
Oggi parliamo di un progetto interamente siciliano, di un'artista che ha fatto del Funk una filosofia di vita.
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