Visualizzazione post con etichetta Recensioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Recensioni. Mostra tutti i post
11:46
| Autore:
Unknown
Cari Nativi Musicali, è da molto che non scrivo ma lo studio e il lavoro hanno prosciugato tutto il mio tempo. Approfitto di questa Domenica libera per aprire una nuova rubrica sul blog.
Ho utilizzato un titolo un po' cinematografico per cercare di descrivere la mia personale percezione di ciò che sta accadendo durante questo 2016. Ovviamente si parla di musica, è chiaro, lasciamo stare la politica così, tanto per rimanere allegri. Quello che è diverso è che sto parlano di musica Italiana...No non mi sono drogato è solo che da un po' di anni qualcosa si sta muovendo, tutta Italia sta tornando a sfornare autori e musicisti che meritano l'ascolto e anche la condivisione e in questo 2016 tutto il lavoro che questi "ragazzi" hanno fatto, sta finalmente cominciando a dare risultati.
Volevo parlarvi in prima battuta di un gruppo che seguo da tempo e che ho avuto il piacere di ascoltare dal vivo qui a Catania grazie all'impegno di alcuni cari amici che hanno messo su una interessantissima stagione di Live con il progetto WEAK. Sto parlano dei "TheGiornalisti", gruppo laziale fondato o quantomeno attivo dal 2008. Dopo due album (Vol. 1 e Vecchio) già seguiti negli ambienti meno mainstream hanno ottenuto la vera notorietà, nel 2014, grazie all'album Fuoricampo. Ma è nel 2015 che arriva per loro ciò che comunemente viene chiamato successo, questo grazie al singolo Fine dell'estate e successivamente Tra la strada e le stelle.
I membri del gruppo (Tommaso Paradiso, Marco Antonio Musella, Marco Primavera, Gabriele Blandamura e Leo Pari) sembrano veri specialisti nel riprodurre e riproporre atmosfere che ci riportano ai vaporosi primi timidi colori degli anni 80. Uno stile dunque vintage? No, io direi uno stile assolutamente contemporaneo ma che rielabora in maniera magistrale la materia musicale che ci siamo lasciati alle spalle, forse travolti dalla novità ammaliante dell'era digitale, degli anni 80. Un pop-rock che ha poco di italiano nella musica e che ci ricorda i grandi musicisti del synth-pop e rock del passato ma con la, coragiosa, scelta di sviluppare malinconici, romantici e intensamente spensierati testi in italiano.
La complessità del pezzo sta proprio nel comprendere la sua semplicità, con un testo che sfiora ermetismo ma che "vuol dire sempre qualcosa per chiunque", una logica pop ma con uno stile e una presentazione degna della musica più impegnata. La veste melodica è efficace, anch'essa malinconica ed evocativa, con riff che ti rimangono dentro subito, come li avessi già ascoltati da sempre, e motivi facili ma efficaci. L'arrangiamento è ben strutturato e studiato e pieno di colori che ti portano in un viaggio di ricordi e di allucinazioni nuove. Colori che mancano nel videoclip, senza che però se ne senta la mancanza, con una chiave di lettura molto spensierata, annoiata quasi disinteressata ma che rivela però un'attenzione nel proporre fotografie in bianco e nero desolate che ti riportano indietro nel tempo a quando eravamo bambini e ogni immagine era semplice e forte.
Ditemi che ne pensate gente...forse in Italia c'è una nuova speranza?
Nel prossimo articolo parleremo di "Cosmo"!!!
Ho utilizzato un titolo un po' cinematografico per cercare di descrivere la mia personale percezione di ciò che sta accadendo durante questo 2016. Ovviamente si parla di musica, è chiaro, lasciamo stare la politica così, tanto per rimanere allegri. Quello che è diverso è che sto parlano di musica Italiana...No non mi sono drogato è solo che da un po' di anni qualcosa si sta muovendo, tutta Italia sta tornando a sfornare autori e musicisti che meritano l'ascolto e anche la condivisione e in questo 2016 tutto il lavoro che questi "ragazzi" hanno fatto, sta finalmente cominciando a dare risultati.
Volevo parlarvi in prima battuta di un gruppo che seguo da tempo e che ho avuto il piacere di ascoltare dal vivo qui a Catania grazie all'impegno di alcuni cari amici che hanno messo su una interessantissima stagione di Live con il progetto WEAK. Sto parlano dei "TheGiornalisti", gruppo laziale fondato o quantomeno attivo dal 2008. Dopo due album (Vol. 1 e Vecchio) già seguiti negli ambienti meno mainstream hanno ottenuto la vera notorietà, nel 2014, grazie all'album Fuoricampo. Ma è nel 2015 che arriva per loro ciò che comunemente viene chiamato successo, questo grazie al singolo Fine dell'estate e successivamente Tra la strada e le stelle.
è solo tua, la colpa è solo tua...e di qualche film anni 80
I membri del gruppo (Tommaso Paradiso, Marco Antonio Musella, Marco Primavera, Gabriele Blandamura e Leo Pari) sembrano veri specialisti nel riprodurre e riproporre atmosfere che ci riportano ai vaporosi primi timidi colori degli anni 80. Uno stile dunque vintage? No, io direi uno stile assolutamente contemporaneo ma che rielabora in maniera magistrale la materia musicale che ci siamo lasciati alle spalle, forse travolti dalla novità ammaliante dell'era digitale, degli anni 80. Un pop-rock che ha poco di italiano nella musica e che ci ricorda i grandi musicisti del synth-pop e rock del passato ma con la, coragiosa, scelta di sviluppare malinconici, romantici e intensamente spensierati testi in italiano.
Poi ti basta una doccia per uscire la sera, in cerca della gente come te, che si abbraccia senza motivoe non discute mai di niente, ma che si prende a cuore e si senteIl pezzo che volevo proporvi, da aggiungere alle vostre playlist è Tra la strada e le stelle:
La complessità del pezzo sta proprio nel comprendere la sua semplicità, con un testo che sfiora ermetismo ma che "vuol dire sempre qualcosa per chiunque", una logica pop ma con uno stile e una presentazione degna della musica più impegnata. La veste melodica è efficace, anch'essa malinconica ed evocativa, con riff che ti rimangono dentro subito, come li avessi già ascoltati da sempre, e motivi facili ma efficaci. L'arrangiamento è ben strutturato e studiato e pieno di colori che ti portano in un viaggio di ricordi e di allucinazioni nuove. Colori che mancano nel videoclip, senza che però se ne senta la mancanza, con una chiave di lettura molto spensierata, annoiata quasi disinteressata ma che rivela però un'attenzione nel proporre fotografie in bianco e nero desolate che ti riportano indietro nel tempo a quando eravamo bambini e ogni immagine era semplice e forte.
Ditemi che ne pensate gente...forse in Italia c'è una nuova speranza?
Nel prossimo articolo parleremo di "Cosmo"!!!
Etichette:Italia,Pop,Recensioni,Rock,Thegiornalisti | 0
commenti
12:01
| Autore:
Unknown
Bentornati cari lettori NativiMusicali!!
Oggi parliamo di una news che molti amanti della musica elettronica speravano arrivasse da tempo.
Tornano i grandi fratelli della chimica musicale; Torna un nuovo lavoro di ricerca sensoriale dei Chemical Brothers. Il gruppo, che ha fatto la storia della musica elettronica europea e intercontinentale; Torna con un nuovo brano che, come sempre, propone la capacità innovativa e le abilità di ricerca sonora del duo Britannico che ha contribuito allo sviluppo della Big Beat.
Ad essere messo sotto il mirino è il brano musicale che presenta il loro nuovo lavoro.
Etichette:album,alternative,Biografia,Electro,News,Recensioni | 0
commenti
11:14
| Autore:
Unknown
Questa settimana la rubrica "Into The Ground" di NativiMusicali esce dagli schemi per osservare un mondo che sta tra il confine dell'Underground e il mainstream. Un mondo che fa l'occhiolino alle classifiche commerciali ma che hai i suoi migliori prodotti sotto la terra (O sotto l'acqua come farebbe un Iceberg).
Non è un vero è proprio genere e non lo è mai stato, forse è in tutti i generi. Dopo un periodo in cui quando si diceva Funk si intendeva un brano quasi sicuramente appartenente al mondo Hip-hop, oggi il funk si è evoluto in mille forme; Fondendosi con l'House e la deep house, generando il Soulful, mischiandosi con l'elettronica, dando vita alle forme più disparate di NuDisco, Electro-Funk e NuFunky, miscelandosi con il rock o influenzando la musica pop; Oppure, rimanendo legato a quel mondo più R&B che negli anni '60 - '70 diede vita al "Sound of Philadelphia" (Disco Music).
Oggi parliamo di un progetto interamente siciliano, di un'artista che ha fatto del Funk una filosofia di vita.
Ma oggi cos'è Funky e cos'è il Funk?
Funk è un termine coniato negli Stati Uniti negli anni cinquanta, per indicare delle caratteristiche ritmiche e sonore presenti in diversi ambiti musicali. Inizialmente il termine fu usato nel jazz per indicare un approccio musicale rude e libero da sofisticazioni, legato al blues, con riff ripetitivi e con un ritmo incalzante. In seguito l'aggettivo funky fu utilizzato sempre più anche in altri ambiti musicali come il soul e il R&B. Wikipedia.
Non è un vero è proprio genere e non lo è mai stato, forse è in tutti i generi. Dopo un periodo in cui quando si diceva Funk si intendeva un brano quasi sicuramente appartenente al mondo Hip-hop, oggi il funk si è evoluto in mille forme; Fondendosi con l'House e la deep house, generando il Soulful, mischiandosi con l'elettronica, dando vita alle forme più disparate di NuDisco, Electro-Funk e NuFunky, miscelandosi con il rock o influenzando la musica pop; Oppure, rimanendo legato a quel mondo più R&B che negli anni '60 - '70 diede vita al "Sound of Philadelphia" (Disco Music).
Oggi parliamo di un progetto interamente siciliano, di un'artista che ha fatto del Funk una filosofia di vita.
Etichette:Funk,Into The Ground,mainstream,Recensioni,Underground | 0
commenti
07:45
| Autore:
Unknown
"Civitas Dei o Civitas Diaboli?"
Cosi Origene divideva gli uomini nelle sue parole.
Oggi lo sguardo di Nativi Musicali sceglie la Civitas Diaboli.
Con tocco profano, ci veliamo di nero, per una melodia di agghiacciante, rara bellezza.
Qual'è il senso?, se mai esiste in questo nostro creato.
Le nostre umane paure inseguono perennemente le distrazioni del tempo, le dipendenze subumane dell'effimero; per rimandare l'imperativo della fine che in ogni caso, annienterà tutto ciò per la quale spendiamo interi anni, interi mosaici della nostra emotività...una bugia perpetuata da sempre, che prima o poi, cade nel nulla del disfacimento.
I "Prison of Mirrors" conoscono bene questa verità, incidendola dentro un pianto inconsolabile, una furia che rinnega le menzogne del quieto vivere. " Nothing I " è la verità blasfema che portiamo dentro noi tutti. Ovvero quella dell'essere non benedetti dal cielo:
Ma prigionieri del nostro corpo, della nostra epoca e delle nostre illusioni. Le chitarre di "Nothing" ripercorrono il movimento della luna e del sole, colpiscono e ringhiano come i lupi della mitologia nordica, che si inseguono da tutto l'eterno, al solo scopo di potersi divorare.
Con questa energia arcaica, la melodia nella sua tristezza reale, entra sin dentro l'animo di chi ascolta, permettendo cosi ai diavoli del nostro essere, di poter danzare sulle passioni della nostra condanna.
La batteria percuote con intensa, devota, passione; quasi fosse il rituale di un autoflagellante.
Il ritmo è quello di un cuore che si incide a sangue l'innegabile riflesso che lo specchio dell'essere vivi, vivi e senza controllo, ci viene imposto costantemente.
Il "Qui ed Ora" dunque non diviene Memento di abbondanza, bensì un peso. Sulle spalle di coloro i quali...si sono elevati sopra le effimere invenzioni dell'essere umano.
Questo il pianto, il pianto dei Prison of Mirror.
Che è il rombo inconsolabile di tutta l'umanità
Che ci appartiene, che ci distingue.
E che ci unifica tutti nella presunzione
dell'essere vivi.
Nell'unica verità che poi è ciò che siamo....
Prigionieri.
Con Profana umiltà
Buon ascolto.
06:46
| Autore:
Unknown
Oggi la profanità di Into the Ground vuole strafare
Con mano umile, ci accingiamo a parlare di ben due gruppi che ci auguriamo accompagnino i vostri stati d'animo, sino ad elevarli, o infossarli per sempre, tra le catarsi della dualità.
Dualità proprio perchè i protagonisti dell'ormai noto appuntamento del lunedi di Nativi Musicali, sono due opposti che però mirano ad aprire le porte delle percezione (come disse qualcuno)
Iniziamo subito dividendo il nostro viaggio musicale tra giorno e notte.
E sulla strada della perdizione, gli olandesi "Gomer Pyle " ci guidano come sciamani dentro l'interrogativo della conoscenza più alta : sappiamo di essere vivi?, siamo spettatori, protagonisti, comparse?.
Ebbene lo stoner dell'album "Idiot Savants" con i suoi suoni tra l'inferno ed i fiumi d'oriente, annienterà per un ottimo lasso di tempo il grande interrogativo. Riportandoci all'era della pietra, colpendoci con tanta forza da far si che la ghiandola pineale dica alla nostra Kundalini di alzare le chiappe, e se non sarà l'illuminazione ad arrivare, se non altro, vi ritroverete a ballare come scimmie nei giardini dell'Eden.
"Idiot Savant" è un termine usato in psicologia per definire coloro i quali sono "idioti sapienti"; persone con gravi handicap comunicativi che tuttavia (alle volte a causa di traumi) riescono a manifestare capacità incredibili. Quasi non umane.
I siberiani chiamano questi soggetti : voluti da Dio. Nel Voodoo le persone con handicap vengono riconosciute come messaggeri dei VeVe (paragonabili ai nostri angeli)
L'imperativo della dualità ritorna.
Dove inizia la maledizione, e dove il miracolo?
Siamo davvero cosi saggi?
o la parola idiota oggi, nella modernità cibernetica del tutto alla portata di mano.
E' stata sostituita da una forma più sottile di conformismo
che si vanta di essere "SANO"?
all'esperienza di ognuno l'ardua sentenza.
Ed ecco che infine cala la notte, la beatitudine si dirada.
L'epoca dei sintezzatori è alle porte. Ma lo è da molto ormai
lo era sicuramente su Marte, dalla quale "Richard David James", il leggendario "Aphex Twin", importa le sue melodie più geniali
"Melodies From Mars" è il tempio dove il disturbatore, esige di essere disturbato. Dove mandiamo i nostri piccoli neuroni , al cinema dell'irrazionale, per adempiere ai nostri doveri coniugali con l'insanità che reprimiamo con troppa costanza.
Nella sua omelia elettronica, finiamo infatti in un labirinto cosi folle ed imprevedibile, cosi tetro e allo stesso tempo spensierato, cosi fantascientifico e con gran sorpresa malinconico.
Che la priorità non sarà più quella di trovare l'uscita, no, assolutamente mai più.
Cercheremo dentro il labirinto mostruoso e sublime, il nostro personalissimo minotauro a cui chiedere "ma non ti sembra Bach?"
E sarà bene che siate in grado di gestire la follia
poichè i labirinti hanno le gambe.
E si corre il rischio come in una seduta spiritica
se non si fa attenzione.
che si finisce per essere pedinati..
Con profana umiltà
Buon Ascolto
08:28
| Autore:
Unknown
<<E' in sicilia che si trova la chiave di tutto >> - Johann Wolfgang von Goethe
Lontani
dalle struggenti passioni del Werther, sicuramente, possiamo
trovare
nella mia incantevole terra
natia,l'accesso nuovo, per l'antico
rifugio
di quell'infinito universo che è la musica.
Un
modo nuovo, moderno, così com'è il nome della band di cui parliamo oggi.
Gli "A Modern Way To Die".
E
la morte arriva sul serio, e la si gusta sul palato come un sapore
che
sorprende, ma che infondo, in cuor nostro, conosciamo da tutta la
vita.
La
medesima sensazione si racconta in " Flow
" , quarto
brano di
"Pulse and
Treatment ",
opera prima della band catanese.
Già
dal primo ascolto Flow rapisce all'interno di una visione dove
ci
si ritrova a trattenere il respiro. Il riverbero della chitarra è il
preludio
tachicardico di un treno pronto ad intraprendere la sua corsa.
La
voce del frontman infiamma, imponendosi con decisione,
dirigendo
binari danzanti verso l'alto. Sono strouble su muri di pietra,
confusione
ritmica distillata in eleganza.
Flow
è un' altalena dal sound che ignora le regole del tempo,
che
se ne infischia delle definizioni, e che si riassume in adrenalina ad
alto dosaggio.
Vita
che scorre dentro atmosfere che germogliano
nella penombra.
Istinti
primordiali, arcaici come la musica,
per... un nuovo modo di morire.
07:14
| Autore:
Unknown
Recensione AKG K518 di DJ .Lello
Ciao a tutti e benvenuto nel forum Nativi Musicali. Oggi vogliol farvi puntare uno sguardo su un modello di cuffie che molti definirebbero “ da principianti”, le akg k518. Questo modello ha un prezzo di circa 50 euro ma, a mio parere, ne vale molti di più.
Innanzitutto iniziamo con un po’ di specifiche tecniche. Esistono due versioni: una da dj con un cavo da più di 2 metri e una “Le” con un cavo corto. Le cuffie montano un driver da 40mm, diventato oramai standard per le cuffie sovraurali. Molto pratiche e portatili la ditta le ha progettate con un sistema di chiusura “3D axis” che , oltre a permettere la chiusura delle cuffie, permette anche la rotazione dei padiglioni di 270°.
Ciao a tutti e benvenuto nel forum Nativi Musicali. Oggi vogliol farvi puntare uno sguardo su un modello di cuffie che molti definirebbero “ da principianti”, le akg k518. Questo modello ha un prezzo di circa 50 euro ma, a mio parere, ne vale molti di più.
Innanzitutto iniziamo con un po’ di specifiche tecniche. Esistono due versioni: una da dj con un cavo da più di 2 metri e una “Le” con un cavo corto. Le cuffie montano un driver da 40mm, diventato oramai standard per le cuffie sovraurali. Molto pratiche e portatili la ditta le ha progettate con un sistema di chiusura “3D axis” che , oltre a permettere la chiusura delle cuffie, permette anche la rotazione dei padiglioni di 270°.
Etichette:Cuffie,DJ Equipment,Recensioni | 0
commenti
07:41
| Autore:
Unknown
Salve a tutti cari lettori, benvenuti su NativiMusicali.
Oggi parliamo di giradischi e che giradischi...Arrivano i TOP gamma Stanton: ST.150 & STR8.150 (Variante con braccio dritto).Queste sono due macchine potenti e perfette, apparentemente, in grado di competere con lo standard universalmente riconosciuto del Technics 1200. Stanton fà "Un balzo in avanti " con uno sguardo attento alle origini, re-inventando il sistema di lettura vinile. Realizzato con materiali che garantiscono un elevata stabilità ed un feedback ridotto al minimo. Un motore "mostruoso" con una coppia superiore a 4.5 Kg per centimetro quadrato ed un piatto ultra stabile per suonare con la massima precisione vinili di tutti i tipi.
Da notare è la potenza del motore di questo piatto (con una coppia di circa 4.5 Kgf-cm), che unita alla stabilità offerta dal piatto e del corpo braccio (poche le differenze di stabilità tra il braccio ad S e quello dritto) lasciano davvero a bocca aperta.
Sono proprio queste le caratteristiche fondamentali di questo giradischi di casa Stanton, che viene poi impreziosito da altri aspetti che lo rendono ancor più ricco: tre le velocità (33, 45, 78) del piatto, tasto reverse, doppio tasto play\stop per utilizzo in posizione da "battaglia", scala pitch selezionabile tra +/-8%, +/-25%, +/-50% con un fader molto ampio senza scatto centrale (la posizione centrale è però segnalata dall'illuminazione di un led blu a fianco del fader), key corrector (ossia quel che potremmo paragonare al “master tempo” Pioneer, quindi la correzione automatica della tonalità al variare della velocità del disco), e non ultima la possibilità di regolare la velocità di accensione e spegnimento del motore. Ma non finisce di certo qui: essendo un prodotto di ultima generazione, l'uscita audio dell'ST.150 è dotata di switch phono\line, e di un digital output S/PDIF. Completano le caratteristiche del prodotto l'eccellente quartz lock che aggiunge stabilità e costanza alla rotazione del piatto anche al variare della velocità, ed il corpo braccio regolabile in altezza, così come i quattro piedi di appoggio di tutto il giradischi.
Stanton ST.150 & STR8.150, sono delle macchine davvero straordinarie, un passo avanti per Stanton e una grande innovazione nel mondo dei giradischi. La grande potenza del motore, la precisione e la stabilità uniti al Key-correction, reverse del moto, pitch control con escursione massima del 50 per cento e l'uscita digitale coassiale, candidano il giradischi ST.150& STR8.150 al titolo di " XXI Century Master of Turntablism".
Oggi parliamo di giradischi e che giradischi...Arrivano i TOP gamma Stanton: ST.150 & STR8.150 (Variante con braccio dritto).Queste sono due macchine potenti e perfette, apparentemente, in grado di competere con lo standard universalmente riconosciuto del Technics 1200. Stanton fà "Un balzo in avanti " con uno sguardo attento alle origini, re-inventando il sistema di lettura vinile. Realizzato con materiali che garantiscono un elevata stabilità ed un feedback ridotto al minimo. Un motore "mostruoso" con una coppia superiore a 4.5 Kg per centimetro quadrato ed un piatto ultra stabile per suonare con la massima precisione vinili di tutti i tipi.
Design e confezione
Il design risulta pulito, essenziale, illuminato da led blu, che colpisce subito la nostra vista; Un design moderno ma in linea con lo stile Stanton, che da sicurezza e ricurda molto il disegno dei celebri Technics 1200 & 1210. Tutto il pacchetto è confezionato con uno slipmat, cavi rca per la connessione al vostro mixer o impianto audio, e puntina Stanton 680HP.Caratteristiche tecniche
Da notare è la potenza del motore di questo piatto (con una coppia di circa 4.5 Kgf-cm), che unita alla stabilità offerta dal piatto e del corpo braccio (poche le differenze di stabilità tra il braccio ad S e quello dritto) lasciano davvero a bocca aperta.Sono proprio queste le caratteristiche fondamentali di questo giradischi di casa Stanton, che viene poi impreziosito da altri aspetti che lo rendono ancor più ricco: tre le velocità (33, 45, 78) del piatto, tasto reverse, doppio tasto play\stop per utilizzo in posizione da "battaglia", scala pitch selezionabile tra +/-8%, +/-25%, +/-50% con un fader molto ampio senza scatto centrale (la posizione centrale è però segnalata dall'illuminazione di un led blu a fianco del fader), key corrector (ossia quel che potremmo paragonare al “master tempo” Pioneer, quindi la correzione automatica della tonalità al variare della velocità del disco), e non ultima la possibilità di regolare la velocità di accensione e spegnimento del motore. Ma non finisce di certo qui: essendo un prodotto di ultima generazione, l'uscita audio dell'ST.150 è dotata di switch phono\line, e di un digital output S/PDIF. Completano le caratteristiche del prodotto l'eccellente quartz lock che aggiunge stabilità e costanza alla rotazione del piatto anche al variare della velocità, ed il corpo braccio regolabile in altezza, così come i quattro piedi di appoggio di tutto il giradischi.
Scheda Tecnica
-Coppia motore 4.5 Kg/cm
-Start/Stop regolabili
-Uscita digitale
-Uscita Phono/Linea
-Key correction/master tempo(attivabile solo sull'uscita digitale)
-Doppio set di bottoni start/stop, per posizionamento "Scratch Friendly)
-Braccio regolabile in altezza
-Tre velocità di lettura (33,45,78 rpm)
-Illuminazione rimovibile
-Spegnimento motore
-Slipmats inclusi
-Cavi inclusi
Caratteristiche tecniche:
-Motore 16 poli, tre fasi CC, senza spazzole
-Piatto 332 mm diametro in alluminio pressofuso
-Wow & Flutter meno dello 0.1% WRMS
-Rapporto segnale rumore più 60 db
-Separazione maggiore 15 Db
-Braccio con sospensione cardanica
-Headshell smontabile
-Lunghezza braccio 194 mm
-Peso cartuccia 13-18 gr
-Bilanciamento canali 2.5 Db ad un Khz
-Peso ammisibile da 2 a 5 Gr
Conclusioni
Stanton ST.150 & STR8.150, sono delle macchine davvero straordinarie, un passo avanti per Stanton e una grande innovazione nel mondo dei giradischi. La grande potenza del motore, la precisione e la stabilità uniti al Key-correction, reverse del moto, pitch control con escursione massima del 50 per cento e l'uscita digitale coassiale, candidano il giradischi ST.150& STR8.150 al titolo di " XXI Century Master of Turntablism".
Etichette:Giradischi,Recensioni | 0
commenti
12:51
| Autore:
Unknown
Ecco la tanto attesa TOP 10 DANCE di OTTOBRE. La classifica mensile, di NativiMusicali, dei brani Dance più ascoltati in Italia. Guarda la classifica, clicca sul brano per ascoltarlo o per guardarlo su youtube!! Per ogni brano viene anche indicato lo spostamento in classifica rispetto al mese precedente. In più, come ogni mese, la TOP Track Dance con una recensione dedicata.
TOP 10 DANCE
- Animals - Martin Garrix || +1
- Wake Me Up - Avicii || -1
- Love Me Again - John Newman || X
- Safe and Sound - Capital Cities || X
- Whatch Out For This (Bumaye) - Major Lazer || -2
- Summertime Sadness - Lana Del Rey || NEW
- What's Up Suckaz - TJR || NEW
- Burn - Ellie Goulding || +2
- Boneless - Tujamo, Steve Aoki, Chris Lake || NEW
- Tsunami - DVBBS & Borgeous || NEW
Etichette:Classifica,Dance,Musica,News,Recensioni,Techno | 0
commenti
06:24
| Autore:
Unknown
Ecco la tanto attesa TOP 10 POP di OTTOBRE. La classifica mensile, di NativiMusicali, dei brani pop più ascoltati in Italia. Guarda la classifica, clicca sul brano per ascoltarlo o per guardarlo su youtube!! Per ogni brano viene anche indicato lo spostamento in classifica rispetto al mese precedente.
- TALK DIRTY - JASON DERULO FT. 2 CHAINZ || +2
- BURN - ELLIE GOULDING || NEW
- HOLD ON, WE'RE GOING HOME - DRAKE || NEW
- CHILDREN OF THE SUN - TINIE TEMPAH || NEW
- MADE TO LOVE - JOHN LEGEND || +5
- GIRLFRIEND - ICONA POP || -4
- JACKIE KENNEDY - OLA || NEW
- GLI ANNI D'ORO - JAKE LA FURIA || NEW
- THINKING ABOUT YOU - CALVIN HARRIS || NEW
- ROAR - KATY PERRY || -7
Questo mese notiamo un totale sconvolgimento della classifica pop, notiamo scomparire molti titoli "forti" come Wake up di Avicii ma vediamo anche comparire nella vetta dei primi 10 molti nuovi brani, alcuni per la prima volta in classifica, come GLI ANNI D'ORO - JAKE LA FURIA.
TOP-TRACK
La TOP-Track di questo mese è proprio di Jake la Furia e del suo nuovo singolo "Gli anni d'oro", estratto dall'album "Musica commerciale", uscito il 10 Settembre del 2013. Dopo il lancio dell'album con l'omonimo singolo pubblicato su Youtube "Musica commerciale", Jake la Furia, afferma la sua carriera da solista (Precedentemente legata ai Club Dogo) con questa nuova HIT arrivata finalmente nella TOP 10 nazionale; Il brano è una cover reppata del celebre pezzo degli 883 "Gli anni", rispettandone l'idea e l'atmosfera iniziale ma spostando il riferimento agli anni '90. Con questo brano Jake, mette sul piatto le sue esperienze di vita personali in maniera poetica e malinconica, con un flow deciso ma lento, coinvolgendo il pubblico in un turbine di ricordi quasi commuoventi. Sembra che, ascoltando il pezzo, ci si riconosce nei ricordi e nelle esperienze dell'artista. Il rap, del pezzo, è coerente, le rime sono armoniose e senzate, il testo sembra non essere forzato e si sposa bene con l'inciso che, ovviamente, rimprende quello della canzone originale di Max Pezzali. Il videoclip è realizzato con la stessa qualità e regia del brano "Musica commerciale" e le immagini sono complementari a ciò che viene già detto con le parole. Non ci sono effetti speciali ne riprese enfatiche ma semplicemente una sequenza di immagini vintage come ricordi che si alternano ad un Jake, ora bambino, ora adulto. Di sicuro chi è nato prima del 90 si sente un po toccato dall'atmosfera malinconica del pezzo.
Etichette:Classifica,Musica,News,Pop,Recensioni | 0
commenti
08:07
| Autore:
Unknown
Bentornati cari lettori, DJ e Nativi Musicali!! In questo articolo parleremo delle "Monster Beats PRO", delle over-ear che costano un botto!! Tutte le cuffie "Beats" sono progettate per un'ascolto fedele e confortevole ma nessuna di esse è destinata ad essere un prodotto ideale per DJ, eccetto due modelli: Monster Beats PRO e Monster Beats Mixr. In realtà l'unica cuffia Beats ad essere progettata per i DJ è la "Mixr" ma in questo articolo conosceremo la mitica PRO e vedremo come anch'essa è diventata uno standard qualitativo per i DJ di tutto il mondo.
Etichette:Cuffie,DJ Equipment,Recensioni | 0
commenti
13:05
| Autore:
Unknown
Salve a tutti cari lettori, DJ e Nativi Musicali. Oggi parliamo di un'argomento molto interessante che vede come protagonisti due dei tre prodotti TOP GAMMA di casa Pioneer. Da quando la Pioneer ha lanciato i nuovi prodotti TOP Gamma un'accesa discussione si è diffusa tra i dj di tutto il mondo. Sia il CDJ 2000 e CDJ 900 sono aggiunte alla gamma dei prodotti Pioneer, entrambi sono altamente professionali e completi ma ciò che a primo acchito li divide è una buona differenza di prezzo. Quali sono dunque le principali differenze tecniche tra i due prodotti? Proviamo a scoprirlo il questo articolo:
Pioneer non può essere considerata uno dei primi a proporre CDJ multimediali sul mercato ma sicuramente si è guadagnata la stima di tutti i professionisti, diventando uno standard mondiale. Dopo aver a lungo tenuto il mercato con i popolari CDJ 1000 e CDJ 800, che pur avendo funzionalità inferiori rispetto ai concorrenti, si sono conquistati la fiducia dei DJ. Essendo leader del mercato, Pioneer ha preferito lasciare che altre aziende provassero a lanciare sistemi di questo tipo. Aziende direttamente concorrenti come Denon e Numark hanno fissato le basi su cui Pioneer ha costruito il lancio dei suoi nuovi CDJ d'avanguardia. Dopo l'esperienza di successo fatta sui CDJ 400, Pioneer sceglie di continuare a progettare lettori multimediali, capaci cioè di leggere oltre ai CD-Audio e CD-MP3 anche supporti USB e di essere utilizzati come controller MIDI per i software di d-djing. Pioneer sceglie, quindi, di lanciare due nuovi CDJ multimediali e multi-piattaforma anche nella fascia PRO. Arrivano cosi i due nostri benamati CDJ 2000 e CDJ 900, con funzioni ancora più incredibili. Collegandovi al sito Pioneer potete avere l'elenco di tutte le caratteristiche tecniche dei due prodotti. Potete seguire questi link: CDJ 2000 e CDJ 900
Etichette:CDJ,Confronto,DJ Equipment,Recensioni | 1 commenti
15:18
| Autore:
Unknown
NativiMusicali e DJ di tutta Italia, BENTORNATI!!
Oggi parliamo di una grande rivoluzione nel mondo del Djing professionale.
Pioneer presenta il nuovo sistema XDJ-R1 “all-in-one”: l’unità DJ portatile, predisposta per rekordbox™ che offre controlli wireless da iPhone, iPad e iPod touch.
L'unità integra due deck capaci di leggere supporti USB e CD e formati MP3, AIFF, WAV; Un mixer bicanale più due ingressi per canale PHONO/LINE, controller MIDI e connessione LAN in WiFi.
Sembra proprio una soluzione efficace, potente e intelligente; Atta a soddisfare sia quei DJ che non intendono abbandonare la qualità dei CD che quelli orientati al Digital-Djing. La XDJ-R1 è una vera e propria workstation che integra lettore USB, CDJ e Controller MIDI in un'unica soluzione. La formula, tuttavia, non è nuova; Numark ad esempio ha già provato, con un modesto successo, a proporre le sue "all-in-one" MIXECK Express e Quad. Ma Pioneer, si sa, non è mai stata campionessa in velocità, anche i CDJ non sono stati inventati da lei, ma ha sempre primeggiato in qualità. Speriamo che questa macedonia di funzioni straordinarie non facciano perdere a Pioneer la sua reputazione in merito.
Etichette:CDJ,Controller,Digital Djinj,DJ Equipment,Djing,News,Recensioni | 0
commenti
19:06
| Autore:
Unknown
E' arrivata la soluzione definitiva per tutti i DJ Serato user!!! Sia i possessori di controller che gli utilizzatori di time code, da oggi possono utilizzare un'unica soluzione. Rane rilascia la versione definitiva di Serato DJ che mette insieme tutti i punti di forza dei vari software Serato. Da tre prodotti a uno, fino a poco tempo fa, infatti, c'erano due versioni di Serato tra cui scegliere:
- Serato Scratch Live: La soluzione per il "vinile digitale", quella che utilizza il timecode per il controllo del software attraverso un'interfaccia audio.
- Serato ITCH: La soluzione per integrare controller, mixer digitali o altri hardware con il computer.
Poi arriva Serato DJ che si propone di sostituirli ma un' enorme confusione si scatena nella mente dei consumatori che vedono sul mercato tre prodotti: ITCH, Scratch, e DJ. Serato ha continuato a sostenere, però, solo Scratch Live e DJ, trascurando la versione ITCH e la relativa parte hardware. Adesso Rane e Serato annunciano che Serato Scratch Live sarà supportato fino al 2015 e che non ci saranno ulteriori aggiornamenti di Scratch Live a parte correzioni di bug. La buona notizia è che questo apre le porte a Serato DJ che verrà adeguatamente supportato. Così si avrà un solo prodotto TOP Gamma che supporterà sia "vinile digitale" che gli utenti del controller, un unica soluzione che fonde insieme le migliori caratteristiche dei tre prodotti precedenti. L'aggiornamento sarà gratuito per coloro che possiedono un hardware Rane o controller ITCH, tranne per i prodotti entry-level che adottano, invece, "Serato DJ Intro". Serato DJ unisce alle qualità di Scrach Live le funzionalità avanzate di ITCH, come la Beat Grid e lo Smart Sync, aggiungendo anche qualche novità.
Per gli utenti ITCH: supporto OUT-OF-THE-BOX
Se pur con qualche problema Serato DJ 1.5, cambia drasticamente la politica del supporto hardware; Infatti, per quanto riguarda il supporto out-of-the-box, Serato DJ comincia a guadagnare strada rispetto ai concorrenti, cominciando ad aprirsi alle soluzioni più popolari come il Vestax VCI-300 e 400, la serie Pioneer DDJ, il Numark NS e ovviamente TWITCH della Novation. Nel mese di dicembre, si otterrà la compatibilità anche con gli ultimi ritardatari: Numark Mixdeck Quad e V7 e il VCI-100 MK II.Per gli utenti SL: TimeCode e digital vinyl integrati
Sul lato del vinile, Serato funziona con il nuovo Rane Sixty-Four e Pioneer DJM-900SRT, più il Rane Sixty-Eight e chiaramente con le interfacce SL2, SL3, SL4 e tutte quelle che usciranno nel 2014. Tra queste non c'è la SL1. Gli utenti Scratch Live vedranno anche il supporto di prodotti come CDJ-2000nexus, CDJ-2000, Dicers Novation e Denon DN-HC1000S.Novità interessanti
Una delle principali perdite, però, è il "The Bridge" che garantiva una sinergica fusione tra Ableton Live e Serato Scratch Live. Questa feature al momento è incompatibile con Serato DJ e a quanto sembra, Serato non intende cambiare idea in merito.Serato intende però continuare a migliorare il suo prodotto pilota avvicinandolo sempre più alle esigenze del consumatore, non perdendo di vista la qualità e la stabilità che lo ha contraddistinto in questi anni; L'evoluzione del Serato DJ porterà ad avere un prodotto con:
Una nuova piattaforma, migliore architettura, aggiornamenti più frequenti, miglioramento delle prestazioni e maggiore stabilità. Inoltre il sodalizio con Pioneer ci mette a disposizione dei controller e accessori veramente straordinari come la Pioneer DDJ-sp1-angle, Pioneer DDJ-sp1-top e un mixer a quattro canali progettato per integrarsi con Serato, ispirato al DJM-900nexus, il Pioneer DJM-900SRT.
Etichette:Digital Djinj,DJ Equipment,News,Recensioni,Software | 0
commenti
06:49
| Autore:
Unknown
Ciao a tutti i DJ e Nativi Musicali!!! Come sappiamo, ci sono decine di software per Digital DJing sul mercato: Traktor , Serato, Ableton Live, Virtual DJ , DecaDance ecc.. Può essere difficile inizialmente capire qual'è il miglior software da utilizzare, ma una volta che hai acquisito esperienza, le scelte diventano più facili da fare. In questo articolo ho voluto confrontare i software più popolari, che senza dubbio sono: Serato Scratch Live e Traktor Scratch Pro. In questo duello non prendo in considerazione Serato DJ che prenderò in esame sul prossimo articolo.
Traktor Scratch PRO recensione:
Traktor ha molte caratteristiche che altri programmi per DDJ non hanno. E 'anche più economico di Serato Scratch Live. Traktor ha più FXs ed è più facile utilizzarli, specialmente se si sta utilizzando il controller Traktor S4. L'aspetto negativo di avere più funzioni, però, è che se si è agli inizi potrebbe essere troppo complicato orientarsi bene. Un altro importante aspetto negativo di Traktor è che la parte hardware non è molto resistente perché costruita con materiali economici e quindi non adatti ad un'ambiente professionale. Questo è probabilmente uno dei motivi per cui non è visto in molti club nel mondo, insieme al fatto che è più soggetto a problemi a causa della sua complessità.Serato Scratch Live recensione:
Da quanto emerge dalle indagini di mercato, sembra che Serato Scratch Live sia ancora il software DDJ più utilizzato dai DJ professionisti. Serato Scratch Live è usato dai DJ scratch come Jazzy Jeff e electro DJ come MSTRKFT. Scratch Live è probabilmente il più affidabile, durevole, capace e di facile utilizzo di tutti i software per DJ. Ma non è il migliore in assoluto, ci sono, infatti, un paio di punti a sfavore per Serato. Il principale è il prezzo: Mentre il software è gratuito, è obbligatorio l'hardware di casa Rane per poterlo utilizzare, ovvero la scheda audio, come la SL4 o un mixer Rane per Serato, come il Rane 61. Per Tracktor, la Native Instrument produce ottime schede, mixer e controller ma non sono necessarie per il funzionamento del software.Ma allora chi vince? Facciamo un confronto:
Etichette:Confronto,Critica,Digital Djinj,DJ Equipment,Recensioni | 6
commenti
06:35
| Autore:
Unknown
Questo è un articolo pubblicato da James sul vecchio blog e oggi lo ripropongo qui, buona lettura:
Oggi voglio riproporre un brano immortale.Qualcosa che per molti di noi, va oltre ciò che è semplice ascolto musicale, ma un vero e proprio compagno di viaggio, asfalto sotto i piedi di anime vagabonde. Questa canzone non ha bisogno di presentazioni, meno che mai, il nome di coloro che la intonano, il cui richiamo scuote la storia, e spezza con psichedelico fervore i respiri di molte generazioni.
vorrei che tu fossi quiQuesta non è una recezione, non intendo entrare nello specifico, è forse troppo ardua l’intensità che si cela tra queste strofe, persino per la mia presunzione da profano. La mia invece è una riflessione, ed un quesito che voglio condividere.
Ogni uomo, ogni donna, ogni individuo capace di meditare sulla propria individualità, o semplicemente sui propri sogni, sulle proprie speranze, potrebbe ritrovarsi in questa semplice frase
Etichette:Critica,Cult,Musica,Recensioni,Rock | 0
commenti
00:00
| Autore:
Unknown
Recenzione
La serie Prx 600 rappresenta un grosso passo evolutivo rispetto alle precedenti Prx 500, che già risultavano essere incredibilmente adatte sia per ascolto ad alta fedeltà che per le applicazioni di potenza. Parlando in particolare delle PRX 615, di certo il prezzo non è tra i più contenuti, ma considerando il fatto che stiamo parlando di un prodotto di fascia altamente professionale paragonabile dignitosamente ai prodotti di casa EV e le prestazioni acustiche che possiamo ottenere, possiamo dire che... son soldi spesi bene! Un suono ampio e altamente definito, pressione sonora eccezionale, acuti cristallini, bassi profondi e coloriti, dimensioni ridotte e incredibile leggerezza. L'amplificatore Crown in classe D garantisce potenza e affidabilità con un processore interno che tutela i diffusori e migliora la qualità. Inoltre la forma poligona della cassa di risonanza permette una diffusione raramente ampia (circa 90°) e un utilizzo più versatile; Grazie anche ad un pulsante nel pannello posteriore, la PRX 615 può essere, infatti, sfruttata sia come unità di un sound system self-powered che come monitor da palco e grazie ai due bicchieri sotto la cassa questa può essere inserita su un tradizionale stativo per casse diventando una soluzione per impianti mobili. Unica pecca di questo formidabile sistema e la scarsa maneggevolezza a causa di un singolo maniglione che non ci aiuta nel trasporto.
Etichette:Recensioni | 0
commenti
Iscriviti a:
Commenti
(Atom)
Più popolari
-
Ciao a tutti i DJ e Nativi Musicali!!! Come sappiamo, ci sono decine di software per Digital DJing sul mercato: Traktor , Serato, Ableton L...
-
Ciao a tutti i Nativi Musicali!! In questo articolo, per la serie "Vinile-Mania", parleremo delle testine e puntine; Capiremo...
-
Ciao a tutti i nativi musicali, oggi parleremo di giradischi!! Visto il crescente interesse nei confronti dei dischi in vinile è importa...
-
Bentornati cari lettori, DJ e Nativi Musicali!! In questo articolo parleremo delle "Monster Beats PRO", delle over-ear che costano...
-
Salve a tutti cari lettori, DJ e Nativi Musicali. Oggi parliamo di un'argomento molto interessante che vede come protagonisti due dei...














