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03:04
| Autore:
Unknown
Benvenuti in questo nuovo viaggio, cari NativiMusicali. Si parte dal porto del mondo rock, ma la destinazione è sconosciuta. Sappiamo solo che navigheremo tra un mare di onde elettroniche! Ecco dove nasce tutto, allacciate le cinture comincia il viaggio.
Prologo
Già negli anni '70 molti gruppi electro-rock e synth-pop si orientavano verso sperimentazioni elettroniche estreme. Un gruppo apri le porte ad un mondo infinito e in continua evoluzione, i Kraftwerk sconvolsero definitivamente l'orizzonte musicale. Tuttavia, per quanto i Kraftwerk diedero un contributo determinante alla nascita della musica "elettronica", non bisogna dimenticare che molti artisti prima di loro crearono un movimento che successivamente venne riconosciuto come fenomeno elettronico.
06:46
| Autore:
Unknown
Oggi la profanità di Into the Ground vuole strafare
Con mano umile, ci accingiamo a parlare di ben due gruppi che ci auguriamo accompagnino i vostri stati d'animo, sino ad elevarli, o infossarli per sempre, tra le catarsi della dualità.
Dualità proprio perchè i protagonisti dell'ormai noto appuntamento del lunedi di Nativi Musicali, sono due opposti che però mirano ad aprire le porte delle percezione (come disse qualcuno)
Iniziamo subito dividendo il nostro viaggio musicale tra giorno e notte.
E sulla strada della perdizione, gli olandesi "Gomer Pyle " ci guidano come sciamani dentro l'interrogativo della conoscenza più alta : sappiamo di essere vivi?, siamo spettatori, protagonisti, comparse?.
Ebbene lo stoner dell'album "Idiot Savants" con i suoi suoni tra l'inferno ed i fiumi d'oriente, annienterà per un ottimo lasso di tempo il grande interrogativo. Riportandoci all'era della pietra, colpendoci con tanta forza da far si che la ghiandola pineale dica alla nostra Kundalini di alzare le chiappe, e se non sarà l'illuminazione ad arrivare, se non altro, vi ritroverete a ballare come scimmie nei giardini dell'Eden.
"Idiot Savant" è un termine usato in psicologia per definire coloro i quali sono "idioti sapienti"; persone con gravi handicap comunicativi che tuttavia (alle volte a causa di traumi) riescono a manifestare capacità incredibili. Quasi non umane.
I siberiani chiamano questi soggetti : voluti da Dio. Nel Voodoo le persone con handicap vengono riconosciute come messaggeri dei VeVe (paragonabili ai nostri angeli)
L'imperativo della dualità ritorna.
Dove inizia la maledizione, e dove il miracolo?
Siamo davvero cosi saggi?
o la parola idiota oggi, nella modernità cibernetica del tutto alla portata di mano.
E' stata sostituita da una forma più sottile di conformismo
che si vanta di essere "SANO"?
all'esperienza di ognuno l'ardua sentenza.
Ed ecco che infine cala la notte, la beatitudine si dirada.
L'epoca dei sintezzatori è alle porte. Ma lo è da molto ormai
lo era sicuramente su Marte, dalla quale "Richard David James", il leggendario "Aphex Twin", importa le sue melodie più geniali
"Melodies From Mars" è il tempio dove il disturbatore, esige di essere disturbato. Dove mandiamo i nostri piccoli neuroni , al cinema dell'irrazionale, per adempiere ai nostri doveri coniugali con l'insanità che reprimiamo con troppa costanza.
Nella sua omelia elettronica, finiamo infatti in un labirinto cosi folle ed imprevedibile, cosi tetro e allo stesso tempo spensierato, cosi fantascientifico e con gran sorpresa malinconico.
Che la priorità non sarà più quella di trovare l'uscita, no, assolutamente mai più.
Cercheremo dentro il labirinto mostruoso e sublime, il nostro personalissimo minotauro a cui chiedere "ma non ti sembra Bach?"
E sarà bene che siate in grado di gestire la follia
poichè i labirinti hanno le gambe.
E si corre il rischio come in una seduta spiritica
se non si fa attenzione.
che si finisce per essere pedinati..
Con profana umiltà
Buon Ascolto
07:10
| Autore:
Unknown
NON FARE DI TUTTA UN'ERBA UN BASSO:
Continua la mia campagna contro la DISCRIMINAZIONE musicale, cercando di combatterla attraverso ignizioni di sapere.
Ieri ho sentito un commento da parte di un'amico che ha detto: "L'House è il peggior ambiente che ci sia...". Riferendosi al fatto che in occasione delle serate House si raccoglie un pubblico meuseggiante. Come dargli torto? Ma non dobbiamo confondere ciò che succede a Catania con cosa in realtà l'House rappresenta. La House Music è IL GENERE #EDM PER ECCELLENZA. Lo so lo so, adesso penserete che la Techno bla bla bla ecc.. Ma vi blocco tutto dicendovi solo che tutto ciò che esiste oggi nel mondo dei Club contemporanei ( Barbara DiscoLab compreso) è un'eredità della cultura House. Un'altra informazione utile: La musica House è il genere meno commerciale del mondo EDM (Escludendo la UK Garage e quindi la big beat). La maggior parte dei brani House sono inediti, indipendenti o prodotti da etichette piccole, solo "la punta dell'iceberg" è la piccola fetta commerciale.
Continua la mia campagna contro la DISCRIMINAZIONE musicale, cercando di combatterla attraverso ignizioni di sapere.
Ieri ho sentito un commento da parte di un'amico che ha detto: "L'House è il peggior ambiente che ci sia...". Riferendosi al fatto che in occasione delle serate House si raccoglie un pubblico meuseggiante. Come dargli torto? Ma non dobbiamo confondere ciò che succede a Catania con cosa in realtà l'House rappresenta. La House Music è IL GENERE #EDM PER ECCELLENZA. Lo so lo so, adesso penserete che la Techno bla bla bla ecc.. Ma vi blocco tutto dicendovi solo che tutto ciò che esiste oggi nel mondo dei Club contemporanei ( Barbara DiscoLab compreso) è un'eredità della cultura House. Un'altra informazione utile: La musica House è il genere meno commerciale del mondo EDM (Escludendo la UK Garage e quindi la big beat). La maggior parte dei brani House sono inediti, indipendenti o prodotti da etichette piccole, solo "la punta dell'iceberg" è la piccola fetta commerciale.
Etichette:Cult,Djing,House,Musica,NON FARE DI TUTTA UN'ERBA UN BASSO,Storia | 0
commenti
06:35
| Autore:
Unknown
Questo è un articolo pubblicato da James sul vecchio blog e oggi lo ripropongo qui, buona lettura:
Oggi voglio riproporre un brano immortale.Qualcosa che per molti di noi, va oltre ciò che è semplice ascolto musicale, ma un vero e proprio compagno di viaggio, asfalto sotto i piedi di anime vagabonde. Questa canzone non ha bisogno di presentazioni, meno che mai, il nome di coloro che la intonano, il cui richiamo scuote la storia, e spezza con psichedelico fervore i respiri di molte generazioni.
vorrei che tu fossi quiQuesta non è una recezione, non intendo entrare nello specifico, è forse troppo ardua l’intensità che si cela tra queste strofe, persino per la mia presunzione da profano. La mia invece è una riflessione, ed un quesito che voglio condividere.
Ogni uomo, ogni donna, ogni individuo capace di meditare sulla propria individualità, o semplicemente sui propri sogni, sulle proprie speranze, potrebbe ritrovarsi in questa semplice frase
Etichette:Critica,Cult,Musica,Recensioni,Rock | 0
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